sabato 7 settembre 2013


50 ani fa Rachel Carson pubblicava "Silent Spring", atto di accusa contro l'avvelenamento della natura da parte dell'industria chimica. 50 anni dopo continua ad avere più che mai ragione e per questo la ricordiamo con riconoscenza.





Nel settembre del 1962 usciva «Primavera silenziosa» (Silent Spring) il libro accusa della biologa americana Rachel Carson contro l'avvelenamento della natura da parte dei pesticidi. Questo libro è considerato da molti l'atto di nascita del moderno ambientalismo, che compie quindi 50 anni.
Eppure da allora quelli che vogliono rendere questo mondo un posto peggiore hanno fatto di tutto per discreditare l'ambientalismo, spendendo milioni e milioni di dollari, senza peraltro mai riuscirci.La gentile signora Carson forse non si immaginava che le sue ricerche avrebbe suscitato il violento attacco dell' industria chimica, che vedeva messo sotto accusa il suo nascente business.
Basti al triste e meschino episodio del negazionismo del global warming, per cui Exxon e soci hanno messo in modo la più gigantesca macchina di menzogne della storia dell'umanità pur di cercare di mantenere la propria rendita di posizione nel campo dlel'energia.
In Italia la situazione è forse un po' peggiore che nel resto del mondo. Pensate ad esempio al fatto che in una certa vulgata dei media la parola "ambientalisti" assume la connotazione di fanatici, integralisti, nemici del progresso, mentre sviluppo e politiche industriali mantengono ancora il loro suono magico.
Non è ancora bastata la storica sentenza sull'amianto, non è ancora bastata la brutta vicenda dell'ILVA e molte altre meno note, ma continuo a sperare di essere prossimi al giro di boa.